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Dott.ssa Fabiola Santicchio - Psicologa Clinica - Specializzanda in Psicoterapia Dinamica Integrata ad Indirizzo Analitico Transazionale
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Terapia Infantile

Spesso vengo contattata da genitori di bambini, anche molto piccoli (4/5 anni), che presentano una qualche difficoltà e che mi chiedono un aiuto terapeutico.
Il mio pensiero in questi casi è che sia assolutamente opportuna ed indicata la terapia familiare, ossia un intervento che non si concentri solo sul piccolo in questione ma su tutto il contesto familiare (genitori, fratelli...) in cui il sintomo del bimbo nasce e si manifesta.
Io non ho questo tipo di specializzazione ma posso fornire il riferimento di validi colleghi che si occupano di questo settore di terapia.
Un bambino piccolo deve essere osservato e aiutato nel suo contesto familiare, in cui trascorre gran parte del suo tempo. Tutti i membri famiglia devono impegnarsi nell'aiutarlo e devono impegnarsi a comprendere cosa del loro comportamento (spesso involontario e in buona fede) incentiva una difficoltà nel bimbo. Interventi individuali che non prevedano un trattamento familiare a mio avviso sono parziali e non risolutivi perché escludono un pezzo importantissimo della loro vita.
Io personalmente prendo in carico in terapia individuale solo bambini a partire dai 10 anni età, incontrando con regolarità anche i genitori in incontri comuni.


Chi sei veramente...

Come dice Galimberti: "scopri il tuo daimòn, coltivalo, fallo esplodere..."


Psicologia di uno psicoterapeuta

Quasi per caso, in velocità, ho acquistato questo libro di Roberto Ruga, a cui ho avuto il piacere di comunicare il mio pensiero sulla sua opera. 
Di Aldo Carotenuto conoscevo la genialità delle sue intuizioni, la particolarità della sua pratica talvolta controversa e non approvata dalla psicoanalisi ufficiale, ma non avevo mai appreso di qualcuno che avesse sperimentato direttamente e sulla propria pelle il suo essere terapeuta "eccentrico", talvolta poco presente, centrato su di sé e tuttavia così profondamente nutritivo e sanante, senza riuscire a capire il perché...
Mi piace la frase dell'autore con cui conclude il libro "un viaggio psicologico...ricco di emozioni, che nonostante tutto rifarei".
Il libro è a tratti divertente, piacevole nel complesso, stimolante per alcune riflessioni cliniche riguardo per esempio il termine dell’analisi,  la relazione transferale paziente/terapeuta, le delusioni, le idealizzazioni e le frustrazioni legate a questa speciale relazione.
E’ stata davvero una piacevole sorpresa leggerlo.


La mente piena...

Vidi questo film per la prima volta molti, molti anni fa, appena uscito nelle sale cinematografiche. Pur non cogliendo razionalmente i tanti aspetti spirituali e filosofici intrinseci in esso, ne sentii la sua profondità. Diventò uno dei film a me cari. 
Rivedendolo più volte a distanza di tempo non si può non evidenziare un messaggio importante in esso, forse il più importante a mio parere...eccolo ripreso magistralmente dal CNOP...


Sulla tecnologia

Da persona che usufruisce della tecnologia perché facilita e rende più comodi certi processi (lavorativi, didattici ecc...), mi preoccupa il costante trasferimento delle relazioni umane nel virtuale. Si chatta, si tagga, si clicca, si mettono i "like" piuttosto che parlare, vedere, visitare, complimentarsi direttamente.
Bauman, a tal proposito, ci dice che:



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