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Emergenza Sanitaria e chiusura studio


In questi giorni di atmosfera surreale intorno a noi e di obbligo di quarantena a casa, ho preso una decisione importante: chiudere in via precauzionale lo studio fino a nuove disposizioni.

E' la prima volta in anni di attività che prendo una decisione del genere (se non per periodi di ferie o trasferte per motivi di lavoro).

E' stata una decisone difficile e combattuta, poiché le attività sanitarie sono esonerate dalle restrizioni governative. In teoria ci si potrebbe recare da uno psicoterapeuta, dimostrando con autocertificazione, che ci si sta muovendo per motivo sanitari.
 
Tuttavia ho fatto delle valutazioni parallele che mi hanno portato alla decisione di chiusura momentanea, che ho preso sostanzialmente per 5 motivi principali:

- una questione etica legata alla collettività. Ci viene richiesto di muoverci meno e favorire meno spostamenti. In questo scenario di grandissima crisi e di impotenza, ho ritenuto che lasciare lo studio aperto come se nulla fosse, avrebbe significato per me stessa una contravvenzione ad un senso etico che sento molto forte, in particolare in questo momento.

- un'oggettiva difficoltà delle persone nello spostarsi e nel muoversi, soprattutto al di fuori del proprio comune di residenza. E' sotto gli occhi di tutti che sono in atto controlli e posti di blocco che mirano a far rispettare l'ordinanza nazionale. Gi spostamenti, seppur per motivi di salute, non sono oggettivamente semplici. 

- impossibilità, sia per quanto mi riguarda, sia per quanto riguarda le persone che si recano presso il mio studio, di valutare eventuali fattori di rischio presenti a livello di salute. Io stessa potrei essere asintomatica.

- difficoltosa sanificazione degli ambienti. Le normative prevedono una sanificazione sistematica dei luoghi dopo ogni incontro. Io non so se sono in grado di garantire una corretta e adeguata procedura in tal senso.

- uso di misure di sicurezza quali, oltre alla distanza fisica  e l'assenza di contatti diretti, eventualmente la mascherina protettiva anche in presenza di sintomi lievi come tosse asmatica o raffreddore. Il lavoro psicologico ed il setting a mio avviso risentirebbe notevolmente di queste introduzioni. 

Ho poi pensato al senso del lavoro psicologico e terapeutico, che si pone spesso l'obiettivo di insegnare alle persone a "proteggersi" rispetto al proprio malessere, ai comportamenti a rischio e alla svalutazione di situazioni di vita preoccupanti. 
Occorre quindi mettere in atto questo principio etico: "la protezione" di sé, dell'altro e della comunità tutta di cui facciamo parte e a cui contribuiamo giorno dopo giorno.

Vi saluto tutti caramente, con l'augurio di rivedervi presto di persona e poterci "avvicinare" emotivamente e fisicamente.





A torino, workshop con Bill Cornell

Lo scorso 27 ottobre, dopo un viaggio molto lungo per raggiungere la città di Torino, ho partecipato insieme ad altri colleghi, al workshop esperenziale con Bill Cornell sulle "esperienze somatiche in terapia".
Bill Cornell è molto noto alla comunità scientifica Analitico Transazionale e non, per i suoi lavori di integrazione tra psicodinamica, psicoterapia corporea reichiana e AT.
Si è trattato di un momento di riflessione davvero interessante e coinvolgente, nel pieno stile di Bill, che ci ha fatto "sentire" cosa significa "sentire"  e "ascoltare" il corpo, al di là delle tante e spesso superflue parole che si esprimono.
Alcune foto dell'evento.

TEW - Training Endorsement Workshop

Di rientro da Zagabria dove ho sostenuto il Tew - Training Endorsement Workshop di fronte a commissione internazionale.
Ho ottenuto all'unanimità l'approvazione per diventare didatta e supervisore PTSTA (in training) in psicoterapia analitico transazionale con tanti riconoscimenti, da parte dei colleghi e degli esaminatori, che mi ripagano di tutto l'impegno, il lavoro, l'investimento di energie che questo impegnativo percorso richiede.
Inutile dire che sono piena di gioia per questo risultato raggiunto e per l'esperienza professionale e umana vissuta. Anche qui ho conosciuto tanti colleghi interessanti e sono particolarmente grata ai miei compagni di lavoro durante il TEW: Baren, Sergii, Fleur e alle instancabili traduttrici: Enna Paulon (infallibile translator e cara amica) ed Anne che hanno reso possibile uno scambio tra lingue e culture diverse. Un bel clima e una intensità tangibile si è creata tra noi ed è questo, prima di tutto, che mi porto di questa esperienza!
Ora andiamo avanti!
Alcune foto dell'evento.


Ricordiamolo...

Buon senso è diverso da professionisti, e spesso il buon senso non può bastare...

Psicoterapia di Gruppo

Anche quest'esperienza si è conclusa con arricchimento professionale ed conoscenza di nuove belle persone.
Credo che sia questo uno degli aspetti, insieme a tanti altri, che amo dell'analisi transazionale: l'accoglienza e con essa la possibilità di venire a contatto con tante persone interessanti.
Ieri si è conclusa questa esperienza sulla psicoterapia di gruppo, pratica davvero potente, adatta soprattutto ad alcune problematiche legate ad inibizione e difficoltà relazionali.

Una foto di gruppo!



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